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Dal 2020 scatta l’obbligo di redazione del Bilancio Sociale
Dal 2020 scatta l’obbligo di redazione del Bilancio Sociale
La matrice EBC per le aziende.

"Pubblicate le nuove Linee Guida per la redazione del Bilancio Sociale: la matrice EBC si conferma uno strumento adatto alla rendicontazione sociale"

A due anni dai D. Lgs. 112/2017 e 117/2017 rispettivamente sull’impresa sociale e il Codice del Terzo Settore, il 9 agosto 2019 sono finalmente state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le tanto attese Linee Guida per la redazione del bilancio sociale preparate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Le linee guida ribadiscono l’obbligo di redazione del bilancio sociale a partire dal 2020 per tutte le imprese sociali e per gli Enti del Terzo Settore con ricavi, rendite, proventi o entrate superiori a 1 milione di Euro. In ogni caso, viene suggerito di seguire le linee guida anche agli ETS non vincolati che desiderino redigere un bilancio sociale in maniera volontaria.

La scadenza per la pubblicazione del bilancio sociale è il 30 giugno di ogni anno, eccezion fatta per le “imprese sociali che, costituite nelle forme di cui al libro V del codice civile, tenute al deposito del bilancio di esercizio presso il registro delle imprese entro trenta giorni dalla data del verbale di approvazione (art. 2435 del codice civile), potranno depositare il bilancio sociale entro la medesima scadenza consentita dalla legge per il deposito del bilancio di esercizio”.

Le nuove linee guida ex DM 186/2019, sostituiscono definitivamente a sostituire le vecchie linee guida ex DM 86/2008 portando delle novità che avvicinano sempre di più il bilancio sociale ad un più completo bilancio di sostenibilità in linea con le richieste di trasparenza degli stakeholder e le tendenze internazionali in ambito di rendicontazione non finanziaria (si pensi al D. Lgs. 254/2016 per la rendicontazione non finanziaria delle imprese). 

Innanzitutto, il bilancio sociale viene definito come uno “strumento di rendicontazione delle responsabilità, dei comportamenti e dei risultati sociali, ambientali ed economici delle attività svolte da un'organizzazione. Per la prima volta viene quindi fatto esplicito riferimento alle tre dimensioni della sostenibilità, ambientale, sociale ed economica, e la dimensione ambientale acquista un suo spazio anche con la richiesta di introduzione, all’interno del bilancio sociale, di contenuti specifici riguardo tali tipologie di impatti e impegno. 

D’altra parte, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ci insegnano che non è più possibile astenersi dal riflettere sull’impatto ambientale di qualsiasi organizzazione e processo e la creazione di valore positivo alla base della missione sociale di imprese sociali e enti del terzo settore non può che includere tale importante aspetto. Le linee guida si mostrano comunque ancora piuttosto timide sull’aspetto ecologico lasciandolo nella sezione “Altre informazioni” e suggerendo di sviluppare una sezione ad hoc solo nel caso di imprese sociali che operano nei settori sanitario, agricolo e di un residuale e nebbioso “eccetera”.

Inoltre, le nuove linee guida chiariscono definitivamente che il bilancio sociale non è da confondere con la relazione di missione, né deve essere pensato come un semplice prodotto. Insomma, le linee guida invitano gli Enti del Terzo Settore a non percepire il bilancio sociale come un ennesimo adempimento, ma come un processo in grado di supportare la crescita e la strategia organizzativa e l’inclusione e la partecipazione degli stakeholder.

Inoltre, il nuovo Decreto Ministeriale 186/2019, in linea con il D. Lgs. 254/2016 per la rendicontazione non finanziaria delle imprese, suggerisce la possibilità di utilizzare strumenti standardizzati per la redazione del bilancio sociale. Noi della Federazione per l’Economia del Bene Comune abbiamo quindi subito provveduto a confrontare le nuove linee guida con la matrice del bene comune e il relativo manuale per le imprese e possiamo constatare che tutti i contenuti elencati dalle linee guida sono altresì contenuti negli strumenti proposti dall’Economia del Bene Comune e che il Bilancio del Bene Comune può quindi essere adatto, in forma, contenuti e finalità per i nuovi adempimenti richiesti a imprese sociali e Enti del Terzo Settore. In particolare, il percorso di bilanciamento proposto dall’Economia del Bene Comune permette di attivare processi strategici per lo sviluppo organizzativo e la sua trasformazione nella direzione di un contributo positivo agli obiettivi di Sviluppo Sostenibile, inclusivi di tutti gli stakeholder, dai collaboratori ai clienti e alla comunità territoriale, dai finanziatori ai fornitori, come richiesto dalle linee guida.


Clicca qui per scaricare la tabella comparativa tra le nuove Linee Guida per la redazione del Bilancio Sociale (ex DM 186/2019) e la Matrice del Bene Comune 5.0.


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